Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
Psicologa Psicoterapeuta – Marta Joanna Venturini Drabik
Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una condizione psicologica in cui compaiono ossessioni (pensieri, immagini o impulsi ricorrenti, indesiderati e intrusivi) e compulsioni (azioni mentali o comportamentali ripetitive) messe in atto per ridurre l’ansia o scongiurare un temuto pericolo.
Le ossessioni sono di norma egodistoniche, cioè percepite come estranee e in contrasto con i propri valori.
Chi ne soffre sa che quei pensieri sono esagerati o infondati, ma non riesce a liberarsene: ciò alimenta ansia, colpa e spesso vergogna.
Ossessioni e compulsioni nel DOC
Il disturbo ossessivo-compulsivo genera sofferenza su due livelli principali:
- Le ossessioni sono intrusive e irrazionali.
La persona si rende conto dell’assurdità dei pensieri ma non riesce a interrompere il flusso ossessivo. Si giudica per questo e tende a nascondere il proprio disagio. - Le compulsioni diventano sempre più pervasive.
I rituali (controlli, lavaggi, ripetizioni mentali, evitamenti, richieste di rassicurazione) vengono percepiti come indispensabili per ridurre l’ansia. Con il tempo tuttavia iniziano ad occupare gran parte della giornata e finiscono per mantenere il problema.
Frequenza ed esordio
Il DOC interessa circa il 2–3% della popolazione nel corso della vita.
Può manifestarsi in qualunque momento, anche se l’esordio più comune è tra adolescenza e giovane età adulta.
È raro che compaia per la prima volta dopo i quarant’anni e, se non trattato, tende ad avere un decorso cronico e altalenante, con periodi di miglioramento parziale seguiti da riacutizzazioni.
Non sono state osservate differenze significative rispetto a sesso o cultura di appartenenza, anche se l’espressione dei sintomi può variare.
Emozioni e temi centrali
Il disturbo ossessivo-compulsivo è strettamente legato a ansia, colpa e disgusto, emozioni che si intrecciano con credenze profonde legate a responsabilità, moralità e immagine di sé.
La persona sente di dover controllare pensieri e azioni per evitare di essere “cattiva”, “disattenta”, “contaminata” o “irresponsabile”.
Questo meccanismo genera un circolo vizioso di controllo e dubbio che alimenta il disturbo.
Intolleranza dell’incertezza: il nucleo del DOC
Un elemento che accomuna i diversi sottotipi del disturbo ossessivo-compulsivo è l’intolleranza dell’incertezza (o del rischio).
Chi soffre di DOC fatica ad accettare che nessuna verifica possa offrire garanzie assolute.
Ogni tentativo di rassicurarsi, di controllare o di “capire con certezza” produce un sollievo momentaneo, ma nel tempo rinforza l’idea che il dubbio sia pericoloso.
La ricerca della certezza totale è quindi il vero motore che alimenta il disturbo:
più si tenta di eliminare l’incertezza, più questa diventa intollerabile.
Il lavoro terapeutico si focalizza proprio su questo punto, aiutando la persona a sviluppare tolleranza per il dubbio e per il rischio percepito — un tema approfondito nella pagina dedicata al trattamento del DOC.
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